Il nuovo libro di Nicoletta Orlandi Posti
Prefazione di Erri De Luca

La scrittura come impegno civile


Nicoletta Orlandi Posti: la scrittura come impegno civile
di Elisabetta Bagli per Anima Magazine

Oggi il mio sguardo è orientato verso Milano. Lì incontriamo Nicoletta Orlandi Posti, nota giornalista e scrittrice, nata e cresciuta nei lotti della Garbatella a Roma. Sin da piccola ha dimostrato uno speciale interesse per la politica, scaturito, soprattutto, ascoltando le storie degli anni di piombo. Il suo terzo libro Il sangue politico edito da Editori Riuniti, è completamente incentrato sulla vicenda di cinque giovani anarchici che trovano la morte a soli vent’anni in uno strano e ambiguo incidente stradale presso l’autostrada del sole. Un libro che lascia il segno e che riapre un caso che era stato “dimenticato”. Conosciamola un po’ più da vicino.

Nicoletta, sei giornalista e scrittrice e so che lo stile, ma anche i contenuti, sono molto diversi, nonostante gli argomenti che hai da sempre trattato abbiano tutte connotazioni di stampo giornalistico. Come concili questo duplice aspetto della tua scrittura?

Altro che santo, ecco chi era il commissario Calabresi

Pasquale Valitutti è l'unico testimone vivente della tragica notte tra il 15 ed il 16 dicembre quando, dopo ore estenuanti di attesa, seduto dietro la porta dell'ufficio del commissario Calabresi, aspettava che Pinelli uscisse dalla stanza per essere interrogato.  "Saranno state le 11 e mezzo, grosso modo, in quella stanza succede qualcosa che io ho sempre descritto nel modo più oggettivo, più serio, scrupoloso, dei rumori, un trambusto, come una rissa, come se si rovesciassero dei mobili, delle sedie, delle voci concitate", racconta commosso ancora oggi. Il racconto che fa Pasquale Valitutti di quella sera è sempre lo stesso da 40 anni, non è mai cambiato di una virgola: Calabresi era in quella stanza quando Pinelli si gettò dalla finestra. "Il compagno Giuseppe Pinelli è stato materialmente assassinato dai signori: Calabresi, Lograno, Panessa, Muccilli, Mainardi e Caracuta su mandato degli alti vertici di polizia e governo", ripete Lello. Se qualcuno si sente calunniato sporga denuncia e ci si dia la possibilità di un nuovo processo. Io continuo a chiedere giustizia e verità per il nostro compagno Giuseppe Pinelli. Si aprano gli armadi, si rimuova il segreto di Stato sulle stragi e si dica la verità su tutto quel periodo".

Genova, 14 dicembre, Circolo Trenta Giugno

Il 12 dicembre 1969 la strage di Piazza Fontana diede l’avvio all'offensiva dello stato per annientare ogni sogno di giustizia sociale e di dignità umana rivendicati e praticati dagli sfruttati nelle lotte del '68 e dell'autunno caldo del '69. L’assassinio dell’anarchico Pino Pinelli, gli arresti degli anarchici Pietro Valpreda, Emilio Bagnoli, Emilio Borghese, Enrico Di Cola, Roberto Gargamelli, Roberto Mander e dei tantissimi altri compagni accusati delle stragi di stato, furono un espediente per creare il panico sociale necessario a favorire svolte autoritarie, ma l’immediata e quotidiana opera di controinformazione degli anarchici e di tutto il movimento, smascherò tempestivamente questo intento.
Le attività di lotta e di denuncia delle connivenze palesi tra servizi segreti e fascisti trasformarono in un boomerang questa offensiva reazionaria.
La strategia della tensione lascia il posto, 44 anni dopo, alla strategia della menzogna.
Come ogni dittatura economica, lo stato “democratico”, riscrive continuamente la storia a proprio uso e consumo, cercando di insabbiare ogni prova delle sue malefatte.
Utilizzando solerti pennivendoli che si reinventano di tanto in tanto improbabili teorie la cui unica caratteristica comune è di accusare, oggi come ieri, gli anarchici.
Contro l’ennesimo tentativo di infangare la nostra memoria, accusiamo, oggi come ieri, di strage e assassinio questo Stato.

Gli anarchici della Baracca, un caso che li riassume tutti

Questa è la storia di Gianni Aricò, di Angelo Casile, di Annelise Borth, di Franco Scordo e di Luigi Lo Celso che trovarono la morte a soli vent'anni in uno strano incidente stradale sull'autostrada del Sole, nei pressi di Ferentino, la notte tra il 26 e il 27 settembre 1970. Erano partiti dalla Calabria per portare a Roma, ai compagni della Federazione Anarchica Italiana, un dossier di contro-informazione misteriosamente scomparso dal luogo dell'incidente. La loro vicenda e il dossier che avevano messo insieme si intreccia con alcune delle pagine più oscure e insanguinate della storia italiana collegate da un inquietante filo nero che parte da piazza Fontana, passa per i moti di Reggio, la strage di Gioia Tauro, il golpe Borghese. E ancora il caso Marini, l'omicidio De Mauro, la tragica fine di Mastrogiovanni. Questa è la storia di cinque anarchici che avevano scoperto cose che “avrebbero fatto tremare l'Italia”. Questa è la storia di cinque ragazzi che capirono prima di altri che l'Italia, un Paese che aveva sconfitto sul campo il fascismo, non lo aveva però estirpato, consentendo a beceri individui assetati di potere e di sangue di farlo rinvigorire e crescere fino ai giorni nostri dove convivono vecchie e nuove dittature con la loro carica di violenza e disumanità. Li hanno fermati.
 

Prefazione di Erri De Luca

Ed. Editori Riuniti
Il 25 Aprile  in libreria book trailer

Il sangue politico diventa uno spettacolo: LUNGA VITA AI RIBELLI

A Garbatella si festeggianno i 19 anni di vita de La Strada, il centro sociale di via Passino 28 che dal 1994, con le sue iniziative culturali, sociali, politiche, di lotta è un punto di riferimento importante non solo per il quartiere, ma dell'intera città. La festa, iniziata il 10 ottobre, ha visto sabato 12, tra le altre iniziative, anche la presentazione del libro "Il sangue politico" alla quale è seguito a piazza Sauli uno spettacolo di musica e recitazione ispirato alla storia dei cinque anarchici uccisi in una strage mascherata da incidente la notte tra il 26 e il 27 settembre 1970 sull'autostrada del Sole all'altezza di Ferentino mentre stavano portando a Roma un dossier di contro-informazione sui moti di Reggio, il deragliamento della Freccia del Sud e il golpe Borghese. Protagonista della performance teatrale sarà l'attrice Carmen Iovine che ha recitato il monologo "I ragazzi della Baracca". A seguire i Montelupo che si sono esibiti con un concerto di canti anarchici. LUNGA VITA AI RIBELLI!

Qui trovate le foto della serata