Il nuovo libro di Nicoletta Orlandi Posti
Prefazione di Erri De Luca

La prefazione di Erri De Luca

Il sangue politico. Un caso che li riassume tutti
di Erri De Luca

A proposito del sangue politico della mia generazione.
Il bisogno di memoria, disse Pushkin, non nasce dall'orgoglio ma dalla vergogna.
Dei libri che ho letto da più di quarant'anni sulla gioventù politica degli anni '70, questo li riassume tutti. Nicoletta Orlandi Posti non è coetanea di quell'epoca. Uso questa parola secondo l'originale significato greco: epokhè è un punto fisso di una costellazione. Ci sono periodi della storia che restano bloccati, non trascorsi, irrigiditi in una fissità. Questa fu quell' epoca. Oggi siamo nei tempi che corrono, una materia fluida.

Nicoletta Orlandi Posti non appartiene a quell'epoca, ha voluto sapere. Nessuna scuola, nessuna faticosa giornata della memoria le ha trasmesso quello che ha scritto qui. Ha voluto conoscere e darsi cittadinanza di coetanea. E' il miglior traguardo di uno studio storico.
Qui c'è il prodotto riuscito della sua volontà di appartenenza. Riuscito su due piani: la più serrata e documentata indagine e un montaggio narrativo che trasforma perfino il verbale di un interrogatorio nel dialogo di una sceneggiatura.

Nicoletta Orlandi Posti riesce a narrare i sentimenti personali dei giovani di allora, compreso l' amore, che per contagio dell'epoca diventarono sentimenti politici. Qui si presentano cinque vite macellate in una volta sola, in un solo finto incidente d' auto, cinque vite che contavano in tutto centocinque anni, ventuno procapite di media. A quell'epoca era un' età adulta. Cinque vite infilate nel tritacarne di pubbliche indagini svolte non per scoprire ma per sabotare l' evidenza e coprire gli autori del primo terrorismo di stato del biennio 69/70.

Le pubbliche autorità vollero seppellire la verità delle complicità di settori delle istituzioni, ma la verità ha un' energia che spinge dal basso verso l'alto e affiora. E' come calce spenta: rianimata con acqua torna a fare buona presa.

Nicoletta Orlandi Posti ha frugato in un' immensa quantità di carte giudiziarie, di cronache, di testimonianze: sparse che dovevano restare così, sparpagliate, parziali. Lei le ha raccolte e ricomposte in un insieme. La verità politica di quegli anni assomiglia a un gioco della Settimana Enigmistica : "Che cosa apparirà?". In una vignetta ci sono un mucchio di puntini numerati. Unendoli con un tratto di penna emerge una figura. Sul settimanale è facile, perché i puntini sono progressivi, basta saper contare. Qui invece i puntini sono molti di più e senza l' aiuto della sequenza giusta per collegarli. Perciò sono rimasti sparpagliati.

Nicoletta Orlandi Posti opera il rammendo. Cosa appare? La figura negata del colpo di stato, tentato e ritentato in quel biennio, rosso per noi e golpista per loro. Appare la sagoma rimossa da tutte le versioni servili e ufficiali, senza la quale si può sfumare facilmente il coinvolgimento di settori dello stato nella strategia delle stragi. Alla fine dell'opera di occultamento ci pensa la magistratura di allora a cancellare tracce: nessun colpevole negli innumerevoli processi, trascinati per decenni.

Un colpo di stato? Ecco che trasecolano gli smemorati di allora e gli increduli di sempre. Sorpresa? L' Italia di allora se ne stava sola soletta in un Mediterraneo di fascismi: Portogallo, Spagna, Grecia, Turchia. Mancavamo solo noi. L' Italia restava unica non allineata sul parallelo delle dittature. Era una democrazia, certo bloccata da un unico partito al governo dal dopoguerra, ma ugualmente una democrazia. Aveva il più forte partito comunista di occidente e anche la più radicata sinistra rivoluzionaria, che con la sua controinformazione rivelava le complicità di stato nell'avvio del terrorismo. L'Italia era l'anello debole del blocco della Nato. Molte spinte internazionali tramavano da fuori per un colpo di stato militare. Molti settori interni all'apparato erano pronti all'arrembaggio. Serviva un clima d'emergenza e a questo provvedevano le stragi da attribuire a degli anarchici.

Alla benemerita alleanza della Nato era riuscito nel '67 un colpo di stato in Grecia, sostituendo una monarchia costituzionale con una dittatura militare. La benemerita alleanza incoraggiava queste soluzioni.

Nicoletta Orlandi Posti ricongiunge i punti e oplà il fantasma negato del colpo di stato emerge in carne e ossa. La strage dei cinque anarchici partiti da Reggio Calabria e uccisi sull'A1 a Ferentino, riassume nitidamente l' epoca e le minacce.

Scrivo questa nota per gratitudine a lei che mi riporta alle ore di quei giorni decisivi. Mentre c'ero, immerso, non vedevo l' insieme , che lei possiede e spiega. La passione politica di una gioventù nuova, che interveniva a scongiurare l' irreparabile con le doti profetiche del coraggio personale e dell'intuizione, contribuì in maniera decisiva alla sconfitta di quel colpo di stato. Quella gioventù politica fu la variabile indipendente che scoperchiava e smentiva le versioni ufficiali. I cinque anarchici qui ricordati furono parte di un movimento nuovo che sbarrò la strada al ritorno della dittatura. Il loro sangue politico qui affiora di nuovo e continua a testimoniare.

Questo libro contiene, insieme alla verità, la volontà di giustizia, il lascito migliore di quell'epoca.

Erri De Luca

2 commenti:

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  2. Ho appena inserito l' articolo sul mio Blog Anarchico "I Malfattori" sono di Fumone (FR) vicino Ferentino e con i Compagni della FAI di Roma qualche anno fa celebrammo il tragico evento di Stato degli anni '70. Questo è l' URL del mio Blog, se volete...AVANTI, DIFFONDETE ! www.malfattori.wordpress.com

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